Vienna – Il leader del Partito Liberale austriaco (FPÖ) Heinz Christian Strache lancia un chiaro avvertimento al Cancelliere Werner Faymann (SPÖ) e all’Unione Europea, reclamando “l’uscita immediata dell’Austria dall’euro e dal trattato di Schengen”. La proposta e’ stata pronunciata lo scorso fine settimana durante un comizio svoltosi nel quartiere operaio viennese di Favoriten, davanti a una piazza gremita di sostenitori.
Nelle ultime settimane l’FPÖ ha registrato un boom di preferenze che, secondo l’ultimo sondaggio dell’agenzia demoscopica OGM, lo vedrebbe al primo posto in Austria con il 30 per cento dei voti.
Forte di questo messaggio da parte degli elettori, Strache, in pieno stile Jörg Heider, ha scelto di tornare nei quartieri operai, trasformatisi in serbatoio di voti per il partito, per consolidare e incrementare questi consensi, invitando gli austriaci a seguire l’esempio della ‘rivoluzione gelsomino’ nei paesi medio-orientali, attraverso una Aufstand, e cioe’ “una rivolta popolare contro l’Europa degli speculatori, degli aggravi fiscali e dell’immigrazione incontrollata”.
L’Unione Europea, secondo Strache, “è una nuova setta religiosa con politici che si sentono divinità”. E tuona dal palco: “così non va, sogno un modello d’Europa con i soli Paesi economicamente forti”. E conclude, raccogliendo gli applausi della piazza: “perche’ regalare soldi alla Grecia, che prima della crisi si e’ permessa il lusso di comprarsi sottomarini e perche’ gli austriaci dovrebbero pagare i debiti altrui?”
L’FPÖ e’ però al centro di un grande scandalo in Austria, che ha provocato l’indignazione dei partiti di centro sinistra austriaci e dei media internazionali. L’FPÖ si e’ infatti recentemente rifiutato di votare al Consiglio comunale di Amstetten una risoluzione simbolica con la quale, sia pur con enorme ritardo, si voleva togliere la cittadinanza onoraria ad Adolf Hitler, concessa nel 1939 dopo una sua visita ufficiale. “Ben altri sono i problemi del Paese”, ha risposto il partito.



