NewsLinks – Marocco: osservatori italiani, processo attivisti saharawi per fatti Gdeim Izik equilibrato

Posted on 20/02/2013 - by

(Agenzia Nova) – Il processo terminato ieri a Rabat a carico di 25 saharawi per le violenze avvenute a Gdeim Izik “è stato equilibrato ed aperto agli osservatori internazionali”. E’ quanto si legge in un rapporto stilato dalla delegazione di osservatori italiani che ha seguito il processo, chiuso ieri a Rabat con 9 condanne all’ergastolo per l’uccisione di una dozzina di poliziotti avvenuta vicino Laayoune l’8 novembre del 2010. “Tre giorni di processo trasparente e ben organizzato e, a nostro avviso, equilibrato – si legge nella relazione firmata dai quattro osservatori italiani – In primo luogo abbiamo osservato che gli imputati si sono presentati in totale libertà, in particolare potendo godere della libertà di parola e di espressione, pronunciando slogan politici e la propaganda tipica di un partito separatista come il Fronte Polisario, e sono presentati anche con l’abbigliamento tradizionale del Sahara e senza manette”. Gli osservatori rilevano inoltre come “gli imputati hanno avuto molte opportunità di parlare direttamente al pubblico. Poi tutti – il personale civile internazionale, militari, giornalisti e osservatori internazionali, hanno avuto l’opportunità di assistere al processo nel tribunale militare ascoltando il dibattimento sui fatti accaduti a Gdeim Izik attraverso una traduzione in quattro lingue diverse, come l’arabo, l’inglese, francese e spagnolo”.

Per questo nel documento, firmato dagli osservatori Sara Baresi, Massimiliano Boccolini, Francesco de Remigis e Velia Iacovino, si rileva che “questo sia indicativo di come ci sia stato un confronto chiaro e paritario tra il pubblico ministero e la difesa. Ovviamente, il pubblico ministero ha mostrato video, fotografie, testimonianze per dimostrare la colpevolezza dei 24 accusati. In secondo luogo, il presidente della giuria, un giudice civile, ha concesso il giusto tempo alle parti per presentare le loro argomentazioni. Inoltre è stato assicurato agli avvocati della difesa il diritto di parlare, esponendo la loro tesi, in particolare per quanto riguarda l’innocenza degli imputati”.

Gli osservatori ricordano infine come “al di fuori del tribunale la polizia abbia permesso a tutti di esprimere il proprio punto di vista e ai familiari delle vittime di manifestare anche in totale libertà. Riteniamo inoltre che non si sia trattato di un processo politico in quanto i rappresentanti politici e istituzionali hanno partecipato a titolo personale solo stando all’esterno del tribunale e mostrando ad esempio la loro solidarietà alle famiglie degli agenti di polizia uccisi. Attraverso questo processo il Marocco, invitando le associazioni e gli osservatori internazionali per i diritti umani, giornalisti, ha voluto dimostrare la sua buona fede e che i diritti umani sono rispettati e garantiti nel paese”.


(UN News Service) – UN rights office concerned by conviction of 25 Sahrawi civilians by military court

The United Nations human rights office today expressed concern over the conviction of 25 Sahrawi civilians by a military court after they clashed with security forces in a protest camp near Laayoune, Western Sahara.

On 8 November 2010, Moroccan security forces moved to dismantle the Gdim Izik protest camp, which was set up by Sahrawis to protest their living conditions. The clashes resulted in the death of 11 members of the Moroccan security forces and two Sahrawis.

This weekend, the 25 civilians were given sentences that range from two years to life imprisonment by the Permanent Military Tribunal of the Royal Armed Forces in Rabat, the Moroccan capital.

As noted by the Human Rights Committee, the use of military or special courts to try civilians raises serious problems as far as the equitable, impartial and independent administration of justice is concerned,” said the spokesperson for the Office of the High Commissioner for Human Rights (OHCHR), Rupert Colville.

Mr. Colville told reporters in Geneva that the agency was also concerned by reports that most of the accused said they were tortured or ill-treated during their pre-trial detention, but no investigations have been made following these allegations.

This was a very serious event, involving substantial loss of life, and it is important that justice is done, but it is also important that the judicial processes scrupulously abide by international fair trial standards,” he stated.

The UN has been involved in mediation efforts to find a settlement in Western Sahara since 1976, when fighting broke out between Morocco and the movement known as Frente Polisario, after the Spanish colonial administration of the territory ended.

A UN peacekeeping force, known as the UN Mission for the Referendum in Western Sahara (MINURSO), has also been in place since 1991.

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